Oggi vogliamo commentare un articolo che parla di una nuova invenzione nel mondo della skincare (l’articolo è visualizzabile al seguente link).
Teniamo subito a specificare che questa invenzione (come ogni innovazione) non rappresenta un'assoluta certezza e anzi al contrario lascia aperti molti dubbi ma è fuori discussione che finalmente si parli di qualcosa di nuovo!
Infatti in un mondo molto emulativo ed autoreferenziale, dove i brand si assomigliano molto l’un l’altro, dove anche i prodotti spesso sono stranamente molto simili e le strade sembrano già disegnate e percorse più e più volte non capita praticamente mai di vedere vera innovazione.
Attenzione: innovazione non vuol dire per forza idea geniale: molte innovazioni sono morte o si sono affermate solo dopo decine di anni (come il forno a microonde), ciò nonostante le persone che hanno lavorato a questi progetti hanno il merito di aver provato a costruire qualcosa di nuovo senza copiare l’esistente, ma provando anzi a migliorarlo.
Ogni mese nasce un nuovo brand con la collaborazione di una personalità famosa (solamente attrici o cantanti), oppure dal un’azienda già grande che lavora una determinata materia prima e pensa “ma perché non farla diventare una linea di skincare”.
E una volta che i brand sono nati il comportamento che tengono durante gli anni è sostanzialmente analogo: continuo lancio di nuovi prodotti (che promettono di essere migliori di quelli già presenti sul mercato - ma come fa un brand che ha 100 prodotti ad essere migliore degli altri su tutti e 100?), nuove linee/stagioni e nuovi mercati.
Non c'è nulla di male in questo stato delle cose; giustamente l'ordinamento garantisce piena libertà di impresa quindi ogni persona fisica o legale ha diritto a gestire un'attività economica come meglio ritiene.
Anzi, spesso la concorrenza anche tra prodotti molto simili può essere utile per il mercato perché esercita pressioni che nel lungo termine possono diventare un vantaggio per tutti (standardizzazione, maggiore sicurezza, sperabilmente prezzi più bassi e così via).
Resta il fatto che per una persona che ha molta passione per un determinato ambito vedere prodotti spesso simili tra loro, per quanto sia perfettamente lecito è anche un po noioso e monotono.
A nostro parere sono sostanzialmente tre le motivazioni che più di altre portano a situazioni di sostanziale omologazione.
La prima è il processo di nascita dei prodotti: la genesi “classica” di un brand è un laboratorio (in Italia ne abbiamo almeno tre enormi e molto prestigiosi) che presenta le sue novità ad una persona con alta visibilità che applica il suo nome al nuovo prodotto X, la stessa novità poi può essere presentata anche ad una seconda persona, a una terza e così via, in questo modo si avranno tre formule quasi identiche (cambiando magari colore, profumo e texture) di un prodotto.
Attenzione, non c’è nulla di male nel voler creare un prodotto partendo dalle novità presentate da un laboratorio, anche il nostro brand nasce sostanzialmente in questa maniera; l’unica differenza è che essendo la nostra fondatrice Giulia nata in seno al mondo skincare ed essendo lei stessa utilizzatrice di skincare ed una persona con la pelle sensibile, quando le sono stati presentati i primi campioni di doppia detersione, ha lavorato su di essi per due anni con continue modifiche fino ad ottenere l’innovazione che cercava in questo piccolo segmento della skincare.
E pur essendo esperta di skincare, Giulia non ha provato a cambiare tutto il mondo della skincare perché è umanamente impossibile fare questo (ci sarebbe poi da chiedersi se un’operazione di questo genere sia desiderabile, perché voler cambiare tutto il mondo della skincare lanciando nuovi prodotti vorrebbe dire ritenere che tutti i prodotti attualmente in vendita: dai sieri ai balsami labbra e così via, siano prodotti scadenti, il che è impossibile anche per un semplice calcolo delle possibilità) ma ha innovato solo una piccola sezione del mondo skincare con pochi prodotti.
L’unica differenza è che se Giulia anziché essere un’esperta di skincare fosse stata una professionista di altro tipo, avrebbe creato il suo brand alla prima proposta di formula del laboratorio senza investire due anni in ricerca - questo è uno dei modi in cui nascono i brand molto simili tra loro.
Il secondo motivo per cui nel mondo della skincare c’è molto conformismo è per via della proprietà delle aziende: sempre più spesso si sente di fondi di investimento che “entrano” con quote rilevanti all’interno di un brand, quando un fondo d’investimento investe (scusa il bisticcio di parole) in un brand, detta anche una linea che è spesso molto simile perché l’obiettivo è ottenere risultati finanziari velocemente (più linee, più prodotti, più mercati, più tutto, un po' come successe al gelato di GROM ma nel mondo della skincare).
Il terzo ed ultimo motivo è più banale ed antropologico: probabilmente in quanto esseri umani tendiamo ad essere molto conformisti e qualsiasi ambiente lavorativo se visto da vicino presenta gli stessi schemi che si ripetono (viene in mente per esempio il mondo accademico in cui i ricercatori di un determinato settore tendono ad avere un linguaggio comune a quel settore, a muoversi in determinate direzioni e spesso ad emarginare le persone che non stanno alle regole non scritte del settore - questa sorte è toccata spesso ai divulgatori che sono molto amati dal grande pubblico e molto odiati dall’ambiente accademico perché "fuori dagli schemi", almeno ad inizio carriera).
Questi tre motivi uniti da un lato fanno si che l’innovazione sia poca e che molte aziende si somiglino, e dall’altro devono spingerci ad avere ancora più rispetto per chi provi ad innovare per davvero.
Prima di presentare l’innovazione di oggi teniamo a precisare ancora una volta che l’idea in questione non è assolutamente detto che sia vincente (non la stiamo "sponsorizzando" non avendola tra l'altro ancora provata), potrebbe trattarsi di una pessima idea che non porterà alcun beneficio reale e magari è solo stravagante, ma sicuramente è una cosa mai vista prima.
Ebbene l’innovazione di cui stiamo parlando è quella dell’azienda Coperni che ha deciso di unire il mondo della moda con quello della skincare, creando dei vestiti che una volta indossati contengono dei trattamenti per la pelle.
In sostanza (da quanto si deduce nell’articolo) è come se anziché una maschera skincare quest’azienda abbia creato dei leggings skincare.
Ripetiamo ancora una volta che le domande sono molte:
_L'invenzione è utile?
_Lo sfregamento dei vestiti necessario a far si che gli attivi possano lavorare sulla pelle fa bene o male (il brand promette che i leggings non causano irritazioni ma sarebbe necessario provarli prima di poter esprimere un giudizio informato)?
_I vestiti preparati in questo modo sono usa e getta? (con conseguente problema di inquinamento, il brand promette “40 lavaggi” ma anche questo rimane un punto da approfondire)
Inoltre va da sé che questa innovazione riguarda la pelle del corpo in generale ma non quella del viso (per la quale invece esistono già da anni le maschere dedicate), quindi è si un'innovazione skincare ma non dell'area che a noi interessa di più (il viso).
Ma, nonostante tutte queste riserve su cui solo il tempo farà luce, è innegabile che finalmente, dopo anni, siamo davanti ad una novità.
Spesso le novità non spiccano mai il volo (come la macchina volante: “Autoplane di Glenn Curtiss del 1917” di cui nessuno ha memoria) o lo fanno decenni dopo (come il forno a microonde) o addirittura secoli dopo (come ancora una volta una macchina, questa volta quella elettrica il cui primo modello è la "Flocken Elektrowagen” del 1888 - in quel periodo era possibile trovare a New York e a Londra taxi elettrici che poi sono scomparsi per circa un secolo per ripresentarsi ai giorni nostri come "novità").

Autoplane 1917

Flocken Elektrowagen 1888
E spesso le novità hanno richiesto una comunicazione molto importante ed intelligente - come ancora una volta la macchina che venne chiamata “autocarro” per far capire alle persone del tempo che si trattava di un carro “automatico”, senza propulsione esterna, in altre parole un carro senza cavallo.
Tornando ad oggi ed al mondo della skincare, nessuno sa se i vestiti-skincare (battezzati “carewear”) di cui abbiamo parlato oggi saranno il nuovo forno a microonde (o il nuovo velcro - altra invenzione risalente al 1941 che ha veramente “sfondato” negli anni 80) o la nuova macchina volante dimenticata da tutti, quel che è certo però è che si tratti di qualcosa di nuovo, e noi, in quanto amanti della skincare, non possiamo non gioire ogni volta che riceviamo notizia di una "vera" novità!