Già Cleopatra utilizzava (un sim-)il balsamo labbra

Già Cleopatra utilizzava (un sim-)il balsamo labbra

Oggi commentiamo insieme un articolo che abbiamo trovato durante la nostra attività di ricerca

Troviamo molto affascinanti tutte le scoperte storiche che riguardano i prodotti che ci stanno a cuore, un po' perché il passare dei secoli in qualche modo da autorità ad un prodotto (se non fosse efficace non sarebbe sopravvissuto duemila anni) e un po' perché fa impressione notare come personaggi importantissimi ed entrati nella storia fossero, almeno sotto certi aspetti, non tanto diversi da noi.

L’articolo che commentiamo oggi (visibile al seguente link) parla del balsamo labbra e racconta come già la regina Cleopatra utilizzasse degli ingredienti che dessero l’effetto che noi oggi ricerchiamo in quel prodotto: olii e resine per proteggere la pelle dal caldo e dal sole e per mantenere le labbra idratate e soffici.

Questo articolo ci ha ricordato un altro pezzo che abbiamo scritto sulla base di una nostra piccola ricerca nel quale raccontavamo come anche la doppia detersione sia (anche se con molte modifiche rispetto ai giorni nostri) una tradizione millenaria; l’articolo è visibile al seguente link.

Sorge quindi spontanea una domanda: c’è qualcosa che non sia millenario? Abbiamo mai inventato davvero qualcosa da zero?

Perché approfondendo lo studio e guardando sempre più da vicino spesso si ha l’impressione che anche le invenzioni più prorompenti non siano altro che un susseguirsi di innovazioni sempre più moderne e sofisticate di tecniche e prodotti già esistenti, in maniera grezza, nell’antichità.

Questo non vuol dire sminuire chi ha portato a queste innovazioni anzi, l’obiettivo di questo articolo è il contrario: dare riconoscimento ad alcune persone che hanno saputo cambiare.

E trarre ispirazione dalle loro gesta perché la prossima generazione di innovatori possa concentrarsi appunto sull’innovare l’esistente e non sul creare nel nulla qualcosa che non c’è (se qualcosa non è ancora stato inventato è altamente probabile che non ci sia una necessità sentita dalle persone di risolvere quel problema specifico con quell’attrezzo o quella tecnica).

Una rapida ricerca mostra che anche quella che sembra una banalità - lo spazzolino da denti -  (banalità senza la quale oggi non potremmo più vivere) non è altro che l’evoluzione di una bastoncino che si utilizzava già in Mesopotamia per risolvere lo stesso problema.

In altre parole: il genere umano ha sempre avuto la necessità di pulirsi i denti; il miglioramento delle tecniche artigianali e la scoperta di nuovi materiali ci hanno pian piano traghettato da una situazione in cui per pulirsi i denti si utilizzava un pezzetto di legno all’odierno spazzolino elettrico con pila ricaricabile.

Questo da un lato potrebbe abbattere, ma dall’altro ci permette di capire che con piccole migliorie portate avanti per millenni, un pochino alla volta, si creano dei risultati enormi.

In altre parole non è necessario che le nuove invenzioni siano idee strampalate o inutilmente provocatorie, tante volte l’innovazione è qualcosa di apparentemente minimo ma che semplifica o rende migliore la vita delle persone.


Viene in mente per esempio una grande azienda Italiana, la Mutti.

In un’intervista l’attuale proprietario racconta come suo nonno abbia avuto l’intuizione di mettere la passata di pomodoro dentro a dei barattoli di vetro: prima il pomodoro viaggiava nelle latte e quindi per il cliente era impossibile vedere il contenuto, il “nonno Mutti” ha pensato che il cliente dovesse poter vedere il colore del pomodoro e ha innovato con le bottiglie di vetro (al seguente link è disponibile una delle interviste del proprietario odierno di Mutti).

Una piccola innovazione (non da sola beninteso, ma unita a capacità gestionali, dedizione, lavoro e così via) che vista a posteriori sembra una banalità, è stata uno degli ingredienti che hanno generato un’enorme multinazionale che da lavoro a migliaia di persone e ha probabilmente cambiato la storia di una città (Parma).


In alcuni campi il divario rispetto al passato è enorme, chiunque può notare la differenza che c’è tra un iPhone e il cursus publicus (l’antico sistema postale dell’impero romano) che si basava su una serie di snodi che permettevano ad un messaggio di viaggiare velocemente per l’epoca.

Ma zoomando e guardando tutti gli step intermedi si vede che anche qui gli incrementi sono andati a sommarsi e stratificarsi un po' alla volta, dalle strade che costruivano gli antichi romani con le stazioni di posta che permettevano ad un messaggio di continuare a viaggiare perché ogni tot kilometri veniva passato ad un nuovo “postino” con un cavallo fresco.


All’invenzione del telefono nel 1876 da parte di Alexander Graham Bell.

All’invenzione del touch screen da parte del “nostro” Federico Faggin.

All’invenzione del microchip sempre da parte di Federico Faggin.

All’unione dei tre: telefono + microchip + touch screen.

E così via.

Anche il non plus ultra della tecnologia odierna è il risultato di tanti piccoli step che si sono andati a sommare l’uno sull’altro.

Questo dimostra che chiunque può dare un contributo al miglioramento del mondo certo, non tutti sono dei fisici ultra qualificati come Federico Faggin, ma spesso le invenzioni che hanno cambiato la nostra vita sono molto più banali e “alla portata di tutti”.


Basti pensare appunto ai barattoli di vetro della Mutti (o al concentrato di pomodoro all’interno dei tubetti prima utilizzati solo per il dentifricio) o per fare un (ultimo) esempio al Velcro.


Molto brevemente, il velcro è stato inventato da un ingegnere svizzero che passeggiando nei boschi si è accorto di come alcuni frutti di un albero particolare si attaccassero con facilità ai vestiti ed al pelo del suo cane.


Ha osservato questi frutti al microscopio e si è chiesto se potessero essere utilizzati anche per unire due superfici in modo artificiale.

Quindi questo articolo è per dirti che anche tu, cara lettrice, potresti essere tra le persone che consapevolmente o inconsapevolmente stanno partecipando a quella che un giorno sarà una grande innovazione, magari semplicemente prendendo un oggetto X ed utilizzandolo per un uso che non è quello convenzionale ma rende l’operazione più efficace, più economica o più divertente.


Letteralmente in qualsiasi lavoro manuale o intellettuale c’è la possibilità di fare le cose meglio, prima o con più efficenza, e dalla somma di queste piccole innovazioni nascono le storie che ci troviamo a condividere oggi.

Grazie mille per l'attenzione e come sempre buona Doppia Detersione Coreana da parte di tutto il team GOFU❤️

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