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Skincare, effetto farfalla e principio di Pareto

Oggi desideriamo condividere con te una riflessione a nostro parere interessante che abbiamo appreso leggendo un articolo (di seguito il link all’articolo).

Il testo mette in collegamento l’effetto farfalla e la skincare.

L’effetto farfalla è stato teorizzato da un meteorologo, Edward Lorenz nel 1962.

La teoria è piuttosto complessa; attinge dalla teoria del caos e si basa su alcuni modelli matematici, ma per riassumere il concetto fondamentale l’effetto farfalla stabilisce che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine in un sistema (una spiegazione più approfondita è disponibile al seguente link).

Riassumendo ancora di più potremmo dire che piccole variazioni oggi porteranno a grandi variazioni un domani.

Le implicazioni nella vita di tutti i giorni sono molte e sotto gli occhi di tutti, anche inconsapevolmente ci basiamo molto spesso su questo principio.

Per esempio se una famiglia decide di iscrivere i suoi figli ad un corso sportivo (o ad un corso musicale, un corso di lingue e così via) è perché sa che, anche una piccola variazione - come 2/3 ore su una settimana che ne conta 168 - se portata avanti per anni, avrà una grande ripercussione sulla vita adulta dei figli.

La dottoressa Benedetta Basso - cosmetologia dell’associazione italiana dermatologia e cosmetologia (AIDECO) applica la teoria dell’effetto farfalla anche alla skincare evidenziando come «Ogni azione eseguita oggi potrà avere un effetto su quello che accadrà domani».

La dottoressa continua spiegando l’importanza in particolare della detersione, in quanto tra tutti i prodotti che compongono la skincare, la detersione ha un ruolo di preminenza.

In una newsletter di qualche mese fa avevamo parlato del microbiota (se vuoi approfondire l’aspetto del microbiota l'articolo è ancora visualizzabile al seguente link) e la detersione svolge un ruolo fondamentale perché, a seconda del prodotto che si utilizza, si rischia di alterare ed aggredire il microbiota.

Il microbiota è l’insieme dei batteri “buoni” che vivono nel nostro corpo; il corpo ospita batteri in tutti i suoi tessuti ma in particolare la quantità maggiore si trova nell’intestino (circa il 70%).

La pelle essendo l’organo più esteso del corpo umano contiene una gran parte del microbiota.

Perché la pelle (ma non solo, anche il resto del corpo) stia bene il concetto è che è consigliabile non aggredire il microbiota.

In altre parole se un detergente è troppo aggressivo esso attaccherà il microbiota indebolendolo e ciò comporterà una serie di ripercussioni a cascata.

Se, viceversa, un detergente è studiato nella maniera corretta, esso non disturberà il microbiota, quindi la pelle non verrà aggredita e anche tutti i passaggi seguenti della skincare (sieri, contorno occhi, creme…) potranno svolgere il loro lavoro al meglio.

Esistono dei prodotti skincare appunto con probiotici che hanno lo scopo di migliorare e/o ripristinare un microbiota danneggiato, ma diciamo che chi inizia bene è a metà dell’opera e quindi non attaccare il microbiota è un buon modo per non doverlo poi “aggiustare” in un secondo momento.

In questo senso la skincare più che l’effetto farfalla di Edward Lorenz ricorda il principio di Pareto.

Vilfredo Pareto fu un importantissimo economista e sociologo Italiano e dal lui deriva il così detto principio dell’ 80-20 (o principio di Pareto).

Il principio di Pareto è stato teorizzato in quanto l’economista a fine ‘800 (1897 per la precisione) si rese conto che in una determinata area geografica il 20% della popolazione possedeva l’80% delle terre.

Pare che queste percentuali si ripetano in aree geografiche e tempi diversi, per cui capita che in molte aree del globo e attraverso i secoli si ripetano (più o meno) queste proporzioni.

Ma il principio di Pareto non riguarda solo l’economica, infatti la parte forse più interessante riguarda il tempo.

Pareto infatti teorizza che “circa il 20% delle cause provoca l'80% degli effetti” (a questo link una spiegazione dettagliata del principio di Pareto).

In pratica è come se nella vita ci fossero azioni “ordinarie” che pure sono importanti, compongono e danno senso alle nostre giornate, e poi azioni “straordinarie” che causano risultati enormi.

Non sempre quando prendiamo una scelta ci rendiamo conto di essere davanti ad una di queste decisioni “straordinarie”, anzi, solitamente lo capiamo solo a distanza di tempo, ma in molti campi della vita poche scelte cambiano tutto (un libro che si è letto, un corso che si è frequentato, una persona incontrata...).

Questo si osserva benissimo per esempio anche nello sport dove gli ultimi momenti di una gara, quando entrambi gli atleti o le squadre sono stanchi, possono cambiare il corso dell’intero evento sportivo (gol all’ultimo minuto, cavallo che supera il favorito sull’ultimo metro e così via).

Attenzione, perché il principio di Pareto (come anche l’effetto farfalla) viaggia in due direzioni!

Una scelta “positiva” porterà risultati positivi straordinari, ma anche una scelta negativa potrà portare risultati straordinariamente negativi.

Crediamo che essere a conoscenza di questo principio sia molto utile ad essere più cauti e riflessivi in generale ed a valorizzare il proprio tempo.

Per tornare alla skincare, sembrerebbe che anche questa soggiaccia al principio di Pareto, se infatti, come scrive la dottoressa Benedetta Basso, i detergenti da soli sono in grado di alterare (o non alterare) il microbiota della pelle, pare evidente che anche in questo caso il 20% dei prodotti possano causare l’80% degli effetti.

Questo vuol dire che gli altri prodotti non servono e vadano presi sotto gamba? Assolutamente no, l’obiettivo è sempre di avere una pelle che stia bene “al 100%”.

Ma ancora una volta: chi inizia bene è a metà dell’opera (o forse, in questo caso, dovremmo dire: è all’80% dell’opera😊)!

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